i mARTEdì – Ep. 4 – Operazione Barbelli

Ieri è stata la volta del quarto episodio di questa serie che racconta l’Operazione Barbelli, ovvero l’acquisto – da parte del Comune di Casaletto Vaprio – del ciclo dei sedici affreschi strappati dedicati alla Vita di San Giorgio Martire e che si trovavano, fino al 1946, nella vecchia chiesa del paese.

L’argomento di questa puntata è il restauro, sia come operazione in generale e, nello specifico, il restauro di queste tele, indagando anche quale sarà il futuro di queste opere una volta che il restauro sarà finito.

Purtroppo, non avendo a disposizione molte fotografie di questa fase, per la maggior parte degli undici minuti ci sono io a raccontare, ma spero comunque possa piacervi.

Se vi siete persi gli altri episodi potete recuperarli dalla playlist “i mARTEdì” sul mio canale YouTube oppure nella categoria apposita del blog.

E se avete suggerimenti, critiche o curiosità, non esitate a scrivermi!

i mARTEdì – Ep. 3 – Operazione Barbelli

Ieri ho pubblicato il terzo episodio de i mARTEdì – Operazione Barbelli, dedicato stavolta alla Chiesa Vecchia di Casaletto Vaprio, il luogo dove gli strappi del pittore cremasco del XVII secolo saranno ricollocati dopo il restauro.

Un viaggio, per quanto possibile in questo periodo, all’interno del luogo in cui tutto ha inizio, sicuramente l’edificio più antico del piccolo paesello del cremasco che risale al Quattrocento, anche se abbiamo notizie di una chiesa ben più antica. Anche se non vi sono certezze, nelle bolle papali del XII secolo potrebbe essere citato il primo nucleo della chiesina che per secoli è stata la chiesa parrocchiale del paese fino alla costruzione, agli inizi del Novecento, della chiesa attuale.

La puntata di ieri è necessariamente un sunto dei secoli di Storia di questa chiesa che ha attraversato il tempo sopravvivendo al suo scorrere incessante, venendo definita -già nel Settecento- una delle chiese più antiche della Diocesi di Crema.

Ma la sua scoperta è un viaggio a ritroso nella Storia e nell’Arte di un piccolo paese di campagna..

Molto è stato fatto e molto rimane da fare per conservare questo piccolo gioiello che sopravvive ai suoi costruttori, ai suoi decoratori e ai suoi utilizzatori.

Costituisce la memoria storica di un intero paese e dei suoi abitanti, resistendo nei secoli come le grandi opere d’arte più famose, testimone silenzioso del tempo che passa inesorabile.

i mARTEdì – Ep. 2 – Operazione Barbelli

Il secondo episodio de i mARTEdì – Operazione Barbelli pubblicato ieri sera riguarda la figura di Gian Giacomo Barbelli, il più importante pittore cremasco del XVII secolo.

Nato in una famiglia piuttosto agiata in un paese nei dintorni di Crema, inizia da giovanissimo ad imparare il mestiere del pittore frequentando la bottega di un altro importante pittore cremasco, Tomaso Pombioli, ma ben presto Barbelli diventerà autonomo sia nell’utilizzo della tecnica pittorica che nella gestione delle commesse, tanto da aprire lui stesso una bottega nella quale avrà, come allievo, un giovane Evaristo Baschenis.

L’opera di Barbelli, ancora poco nota alla maggior parte degli appassionati e studiosi d’Arte nazionali, è stata fondamentale sia per il territorio cremasco che per le vicine Brescia e Bergamo. Sono infatti moltissime -e notevoli- le opere che ha realizzato sia nelle chiese che nelle ville private (eccezionali sono, rispettivamente, il ciclo di affreschi di Santa Maria delle Grazie a Crema e a Palazzo Moroni a Bergamo) di questi angoli di Lombardia, anche grazie alla sua capacità di adattare lo stile pittorico a quelle che potevano essere le conoscenze del pubblico che avrebbe ammirato le sue creazioni.

Il tutto inizia, però, con una curiosità di cui pochi sono a conoscenza..

Nella prossima puntata vedremo la Chiesa Vecchia di Casaletto Vaprio, il luogo nel quale gli affreschi di Barbelli sono stati strappati nel 1946 per essere venduti ad un collezionista privato e che ora sono stati riacquistati e, dopo il restauro, verranno ricollocati nelle loro sedi originarie.

La puntata, per dovere di brevità, racconta la vita di Gian Giacomo Barbelli per sommi capi, ma mi piacerebbe sapere se qualcuno lo conoscesse già prima o ne avesse mai sentito parlare. Inoltre, i consigli e le critiche sono sempre bene accetti!

Cosa ne pensate?

i mARTEdì – Ep. 1 – Operazione Barbelli

Operazione Barbelli è il nome che abbiamo dato all’operazione di acquisto di sedici strappi di affreschi, appartenenti alla ex chiesa parrocchiale del mio paese, da parte del Comune di Casaletto Vaprio e dipinti da Gian Giacomo Barbelli nel XVII secolo.

Barbelli fu il più importante pittore del suo tempo nel territorio cremasco, e a Casaletto Vaprio dipinse un intero ciclo di affreschi che poi, nel 1946, venne letteralmente strappato dal muro per essere venduto..

Ho pensato di farne una serie per YouTube, nella quale toccare un argomento diverso ad ogni episodio che potrebbe poi evolversi in una miniserie sull’Arte in generale.

Il titolo, i mARTEdì, mi è sembrato indicato sia per l’argomento, che può spaziare senza problemi, che per il giorno di pubblicazione. Questo episodio pilota, me ne rendo conto, ha molti difetti che punto a migliorare nelle puntate successive.

Spero possa piacervi e mi sarebbe molto utile sapere cosa ne pensate, quindi se vi va lasciatemi un commento.

Bellezza e Speranza

In questo periodo strano, in cui tutte le nostre certezze e le nostre abitudini sono state stravolte per far fronte a questo nemico invisibile che ci accomuna, ho sentito il bisogno di tornare a scrivere, dopo un po’ di tempo che non lo facevo.

Da un paio di giorni ho in mente queste due parole, Bellezza e Speranza, perché credo che sia di questo che abbiamo realmente bisogno ora, tutti.

La Bellezza, che nonostante tutto continua a circondarci, a riempirci gli occhi se la sappiamo trovare e vedere anche nelle piccole cose, magari proprio quelle piccole cose che fino a qualche settimana fa trascuravamo o ignoravamo. Come può essere, ad esempio, un giardino nel quale la primavera è scoppiata in silenzio, travolta da ben altre notizie.

La Speranza, quel desiderio di un domani simile al nostro ieri ma che, probabilmente, sarà qualcosa di nuovo. Abbiamo bisogno di essere rassicurati, di qualcuno che ci guardi negli occhi e che ora più che mai ci dica che andrà tutto bene. E sicuramente sarà così, sicuramente Andrà tutto bene, questa frase che ormai è diventata il leit-motiv di questo periodo accompagnando gli arcobaleni appesi alle finestre e riempiendo le città di post-it.

Non è facile trovare qualcosa che ci faccia guardare il mondo con gli occhi pervasi da queste due sensazioni. Bombardati come siamo ogni giorno, ogni momento della giornata, dalle notizie negative, non riusciamo ad accorgerci che il mondo attorno a noi continua ad andare avanti, con risvolti spesso inaspettati. Penso ai delfini che entrano nei porti in Sardegna o nei canali di Venezia, oppure alla drastica riduzione dello smog che da anni attanaglia la Pianura Padana. E proprio in questi cambiamenti che risiedono la Bellezza e la Speranza del titolo. Ce ne saranno altri, senza dubbio, magari dai risvolti meno positivi, ma questo dipende anche da noi.

Dobbiamo avere fiducia. Fiducia in noi stessi, fiducia negli altri, pur rimanendo confinati nelle nostre quattro mura. Perché ne usciremo, forse malconci, forse con le ossa rotte, ma prima o poi tutto questo finirà e allora saremo pronti a ripartire, con maggiore determinazione e decisione di prima, riuscendo a far tesoro di questa esperienza che, è inevitabile, ci cambierà profondamente.

Intanto, apriamo gli occhi. Cerchiamo il bello che c’è nel nostro piccolo. Perché c’è sempre, il bello, anche quando non lo vediamo, e guardiamo al domani con fiducia. Perché siamo come i fiori a primavera, che ogni anno rinascono per ricordarci che la stagione dura e difficile è finalmente alle spalle.

Perugia – Osteria numero 13

Nella nostra visita a Perugia non ci siamo fatti mancare un pranzo a base di specialità umbre e, nel nostro girovagare per la città, abbiamo scelto questo locale che si trova in Via della gabbia 13, in posizione centrale e proprio di fianco alla meravigliosa Sala dei Notari. Tenendo come punto di partenza Piazza IV novembre (centralissima, sulla quale si trova anche l’ingresso della Galleria Nazionale Umbra), l’Osteria numero 13 dista due minuti a piedi.

Osteria numero 13 – Via della Gabbia 13, Perugia (fonte: squisy.it)

Dopo esserci fatti un’idea dei diversi ristoranti nel circondario attraverso le recensioni di TripAdvisor, abbiamo optato per questa struttura sia per la sua centralità che per il ricco menù che propone ai clienti.

Il locale si presenta, all’ingresso, con il bancone sulla destra e la cucina di fronte, dove siamo stati accolti con un grande sorriso dalla cuoca e dal titolare del ristorante che ci ha accompagnati -attraverso una scaletta- nella sala al piano superiore nella quale ci sono una decina di tavoli bene illuminati e inseriti in un ambiente accogliente, riservato e tranquillo.

Dopo aver letto il menù, ed essendo la nostra prima volta in Umbria, abbiamo optato per qualcosa di locale, in modo da conoscere i sapori di questa regione tanto affascinante, così abbiamo ordinato un antipasto dell’Osteria, un piatto unico che ci ha consentito di poter assaggiare diversi prodotti locali.

Antipasto dell’Osteria

C’è da dirlo: dopo un piatto come questo, così vario e ricco, la fame è quasi soddisfatta e ci si potrebbe fermare, soprattutto se si ha in previsione di fare una visita alla Galleria Nazionale Umbra. Ma non è stato il nostro caso, così siamo passati ad un primo: maccheroni alla norcina cucinati seguendo la ricetta tradizionale e, per chi soffre di intolleranza al lattosio, tagliatelle ai funghi porcini.

Maccheroni alla norcina (ricetta tradizionale)
Tagliatelle ai funghi porcini

A questo punto ci siamo considerati davvero soddisfatti. E sazi, soprattutto. I sapori forti e decisi, ai quali noi non siamo abituati, ci hanno fatto scoprire una parte d’Italia che non conoscevamo anche attraverso il suo cibo, facendoci gustare i prodotti dei luoghi direttamente “sul posto”. Questa è la conferma che, per qualsiasi cosa possiamo acquistare in un supermercato, i veri sapori li si scoprono solo recandosi nei posti originari.

Siamo così passati al caffè ed abbiamo chiesto il conto, che si è dimostrato essere -a mio avviso- onesto: 45,50€ comprensivo di coperto e bottiglia d’acqua, oltre che l’offerta di un amaro a fine pranzo che (mio malgrado) ho dovuto declinare in quanto nel pomeriggio mi sarei dovuto rimettere alla guida.

Direi che l’Osteria numero 13 è davvero da provare, sia per la posizione centralissima a Perugia che per il menù e il contesto intimo nel quale si inserisce.

Voi siete mai stati a Perugia, o magari ci vivete? Che ne pensate? Spero che questo articolo possa esservi utile per la scelta di un ottimo ristorante!

Buon appetito!