i mARTEdì – Ep. 5 – Operazione Barbelli

La puntata di ieri è stata speciale perché ha visto la partecipazione del dott. Filippo Piazza, funzionario restauratore della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Cremona, Lodi e Mantova.

Infatti, l’Operazione Barbelli è proseguita nel corso dei mesi anche grazie al supporto e alla disponibilità che la Soprintendenza ha avuto nei confronti dell’Amministrazione Comunale di Casaletto Vaprio, che ha visto nel progetto di acquisizione e ricollocamento un’occasione per “sistemare” un pezzo di Storia artistica e culturale del nostro piccolo paese della Lombardia.

Vi lascio con il video, sperando che lo troviate interessante. Non si parla dei luoghi più conosciuti di Italia ma di uno di quei piccoli gioielli che costellano il nostro stivale e che da secoli rendono il nostro Paese un luogo unico al mondo.

i mARTEdì – Ep. 4 – Operazione Barbelli

Ieri è stata la volta del quarto episodio di questa serie che racconta l’Operazione Barbelli, ovvero l’acquisto – da parte del Comune di Casaletto Vaprio – del ciclo dei sedici affreschi strappati dedicati alla Vita di San Giorgio Martire e che si trovavano, fino al 1946, nella vecchia chiesa del paese.

L’argomento di questa puntata è il restauro, sia come operazione in generale e, nello specifico, il restauro di queste tele, indagando anche quale sarà il futuro di queste opere una volta che il restauro sarà finito.

Purtroppo, non avendo a disposizione molte fotografie di questa fase, per la maggior parte degli undici minuti ci sono io a raccontare, ma spero comunque possa piacervi.

Se vi siete persi gli altri episodi potete recuperarli dalla playlist “i mARTEdì” sul mio canale YouTube oppure nella categoria apposita del blog.

E se avete suggerimenti, critiche o curiosità, non esitate a scrivermi!

i mARTEdì – Ep. 3 – Operazione Barbelli

Ieri ho pubblicato il terzo episodio de i mARTEdì – Operazione Barbelli, dedicato stavolta alla Chiesa Vecchia di Casaletto Vaprio, il luogo dove gli strappi del pittore cremasco del XVII secolo saranno ricollocati dopo il restauro.

Un viaggio, per quanto possibile in questo periodo, all’interno del luogo in cui tutto ha inizio, sicuramente l’edificio più antico del piccolo paesello del cremasco che risale al Quattrocento, anche se abbiamo notizie di una chiesa ben più antica. Anche se non vi sono certezze, nelle bolle papali del XII secolo potrebbe essere citato il primo nucleo della chiesina che per secoli è stata la chiesa parrocchiale del paese fino alla costruzione, agli inizi del Novecento, della chiesa attuale.

La puntata di ieri è necessariamente un sunto dei secoli di Storia di questa chiesa che ha attraversato il tempo sopravvivendo al suo scorrere incessante, venendo definita -già nel Settecento- una delle chiese più antiche della Diocesi di Crema.

Ma la sua scoperta è un viaggio a ritroso nella Storia e nell’Arte di un piccolo paese di campagna..

Molto è stato fatto e molto rimane da fare per conservare questo piccolo gioiello che sopravvive ai suoi costruttori, ai suoi decoratori e ai suoi utilizzatori.

Costituisce la memoria storica di un intero paese e dei suoi abitanti, resistendo nei secoli come le grandi opere d’arte più famose, testimone silenzioso del tempo che passa inesorabile.

i mARTEdì – Ep. 2 – Operazione Barbelli

Il secondo episodio de i mARTEdì – Operazione Barbelli pubblicato ieri sera riguarda la figura di Gian Giacomo Barbelli, il più importante pittore cremasco del XVII secolo.

Nato in una famiglia piuttosto agiata in un paese nei dintorni di Crema, inizia da giovanissimo ad imparare il mestiere del pittore frequentando la bottega di un altro importante pittore cremasco, Tomaso Pombioli, ma ben presto Barbelli diventerà autonomo sia nell’utilizzo della tecnica pittorica che nella gestione delle commesse, tanto da aprire lui stesso una bottega nella quale avrà, come allievo, un giovane Evaristo Baschenis.

L’opera di Barbelli, ancora poco nota alla maggior parte degli appassionati e studiosi d’Arte nazionali, è stata fondamentale sia per il territorio cremasco che per le vicine Brescia e Bergamo. Sono infatti moltissime -e notevoli- le opere che ha realizzato sia nelle chiese che nelle ville private (eccezionali sono, rispettivamente, il ciclo di affreschi di Santa Maria delle Grazie a Crema e a Palazzo Moroni a Bergamo) di questi angoli di Lombardia, anche grazie alla sua capacità di adattare lo stile pittorico a quelle che potevano essere le conoscenze del pubblico che avrebbe ammirato le sue creazioni.

Il tutto inizia, però, con una curiosità di cui pochi sono a conoscenza..

Nella prossima puntata vedremo la Chiesa Vecchia di Casaletto Vaprio, il luogo nel quale gli affreschi di Barbelli sono stati strappati nel 1946 per essere venduti ad un collezionista privato e che ora sono stati riacquistati e, dopo il restauro, verranno ricollocati nelle loro sedi originarie.

La puntata, per dovere di brevità, racconta la vita di Gian Giacomo Barbelli per sommi capi, ma mi piacerebbe sapere se qualcuno lo conoscesse già prima o ne avesse mai sentito parlare. Inoltre, i consigli e le critiche sono sempre bene accetti!

Cosa ne pensate?

i mARTEdì – Ep. 1 – Operazione Barbelli

Operazione Barbelli è il nome che abbiamo dato all’operazione di acquisto di sedici strappi di affreschi, appartenenti alla ex chiesa parrocchiale del mio paese, da parte del Comune di Casaletto Vaprio e dipinti da Gian Giacomo Barbelli nel XVII secolo.

Barbelli fu il più importante pittore del suo tempo nel territorio cremasco, e a Casaletto Vaprio dipinse un intero ciclo di affreschi che poi, nel 1946, venne letteralmente strappato dal muro per essere venduto..

Ho pensato di farne una serie per YouTube, nella quale toccare un argomento diverso ad ogni episodio che potrebbe poi evolversi in una miniserie sull’Arte in generale.

Il titolo, i mARTEdì, mi è sembrato indicato sia per l’argomento, che può spaziare senza problemi, che per il giorno di pubblicazione. Questo episodio pilota, me ne rendo conto, ha molti difetti che punto a migliorare nelle puntate successive.

Spero possa piacervi e mi sarebbe molto utile sapere cosa ne pensate, quindi se vi va lasciatemi un commento.

Leonardo. Il romanzo di un genio ribelle

Il 2019, come è noto ormai a tutti, è l’anno di Leonardo Da Vinci.

Morto ad Amboise il 2 maggio del 1519, quest’anno vede una serie pressoché infinita di celebrazioni del Genio toscano in occasione del suo 500esimo anniversario, che viene celebrato in tutto il mondo e soprattutto in quelle città italiane nelle quali Leonardo è vissuto o anche solo passato (basti pensare a Milano, Firenze o la stessa Vinci). Di pari passo con le celebrazioni, si sono moltiplicate le pubblicazioni -già consistenti a dire il vero- sull’Uomo simbolo del Rinascimento italiano e il romanzo di Massimo Polidoro è uno di quelli, mentre qui potete trovare il mio post sul primo curriculum vitae della Storia (e indovinate di chi è..)

La trama, in breve

Attraverso un memoriale, immaginato ma verosimile, scritto da Francesco Melzi, il libro racconta i punti oscuri e le zone d’ombra della vita di Leonardo Da Vinci. Allievo prediletto di Leonardo per la sua precisione e la sua tranquillità, Melzi sarà colui che seguirà Leonardo a partire dal suo viaggio a Roma nel 1513 in tutte le sue peregrinazioni in Italia ed in Europa, fino ad arrivare ad Amboise, dove il Genio vinciano lo nominerà erede di tutti i suoi beni alla sua morte.

Il mio parere personale

Il libro di Massimo Polidoro è di quelli che si inseriscono nel filone dei manoscritti ritrovati tanto caro ad Umberto Eco e Alessandro Manzoni che già avevano utilizzato il medesimo espediente narrativo per i loro romanzi più famosi. La lettura scorre bene e veloce, ma qua è là a mio avviso traspare ciò che Polidoro è realmente: un eccellente divulgatore. Ma non un narratore. In alcuni passaggi si ha la sensazione di essere davanti ad un semplice elenco di fatti che hanno caratterizzato la vita di Leonardo Da Vinci, senza che ci sia quel collante letterario che invece si ritrova nei romanzi dei narratori.

Non fraintendetemi: vale assolutamente la pena di leggerlo. La storia di Leonardo è conosciuta ma non conosciutissima se non per quanto riguarda le sue stravaganze, i suoi molteplici interessi e, molto spesso, i suoi segreti inesistenti. Polidoro riesce a sfatare molti dei miti che perdurano ancora oggi sulla figura di quest’uomo, corredando di note quelle parti del testo che, per dovere di narrazione, vengono leggermente falsate o adattate.

Leonardo è una di quelle figure della Storia che hanno fatto versare fiumi di inchiostro in tutti i secoli, diventando protagonista di tomi infiniti di studi e dissertazioni. Leonardo. Il romanzo di un genio ribelle si aggiunge alla folta bibliografia che tratta l’Uomo Universale ma che, a mio avviso, in questo romanzo sembra rimanere sullo sfondo. Si parla di lui ma si ha come l’impressione di essere davanti ad uno schermo su cui scorrono delle slide. Sono comunque certo che gli estimatori del Segretario Nazionale del CICAP non rimarranno delusi dalla lettura ma anzi avranno voglia di approfondire quella che è stata una delle vite più avventurose dell’intero Rinascimento Italiano.

Voi avete letto il libro di Polidoro? Che ne pensate?

Il sogno sull’Amaca

Una delle opere più belle che io abbia mai avuto il piacere di ammirare e con la quale mi sono riempito gli occhi e l’anima innumerevoli volte: il Sogno sull’amaca dello scultore Gianfranco Paulli.

Il marmo di Carrara che diventa Leggerezza, diventa Poesia e, infine, diventa Meraviglia e Pace.

Gianfranco Paulli – Sogno sull’Amaca (ph. Samuele Zenone)