Il Ladro di Corpi

La copertina del libro

La ragione mi disse che era troppo presto per pensare a qualsiasi raggiro. Inoltre, non avevo mai nutrito grande interesse per la vendetta. La vendetta è la preoccupazione di coloro che a un certo punto si ritrovano sconfitti. E io non sono sconfitto. Per niente. La vittoria è molto più interessante da contemplare della vendetta.

Anne Rice – Il Ladro di Corpi

Quando si parla del ciclo di romanzi de Le cronache dei Vampiri scritti da Anne Rice, si parla in verità di uno solo di loro: Lestat de Lioncourt.

Protagonista assoluto di questo quarto romanzo della serie, narra in prima persona tutto ciò che accade, dall’incontro con il Ladro di Corpi Raglan James fino all’inaspettato epilogo.

La trama, in breve

È la solitudine la «maledizione» che si è impadronita di Lestat, bello, malinconico e crudele principe del cupo universo dei vampiri. Sulla dolorosa onda di quella solitudine, Lestat ha accarezzato un bruciante desiderio: rinascere come mortale, liberarsi della sua condizione di non morto e tornare a essere vivo… C’è qualcuno che può soddisfare quel desiderio: l’ammaliante Raglan James, il Ladro di Corpi, che da tempo insegue Lestat e che, a sua volta, ambisce a diventare vampiro. A nulla varrà l’avvertimento di David Talbot, l’unico amico «umano» di Lestat, e di altre creature della notte. Il patto sarà stipulato e avrà conseguenze oscure e maligne…

Dalla quarta di copertina

Il mio parere personale

Presente in ogni libro del ciclo iniziato nel 1976 con Intervista col Vampiro, Lestat è il Principe delle Tenebre che si muove attraverso i secoli e lungo i dodici romanzi della serie, seminando morte e prosciugando il sangue delle sue vittime, non senza rancori e rimorsi.

In questo capitolo si trova ad aver a che fare con Raglan James, il Ladro di Corpi, che lo convince ad effettuare uno scambio: un corpo umano il suo corpo di vampiro. Ovviamente Lestat non se lo fa ripetere due volte e accetta, ma non tutto va come vorrebbe e come si aspetta che andasse. James non è uno stinco di santo e lui si trova intrappolato in un corpo che non ha i poteri di vampiro a cui è abituato e presenta tutti gli impedimenti che un corpo umano può avere e che ha dimenticato (Lestat infatti è un vampiro da circa duecento anni!).

Contrariamente al Dracula di Bram Stoker, i vampiri di Anne Rice vivono la loro condizione di non-morti come una dannazione, pieni di crucci che li rendono più umani di certi uomini. Lestat, nonostante tenti più volte di nasconderlo e di apparire più malvagio di quanto in realtà non sia, non è diverso dagli altri e il suo precipitoso accettare lo scambio di corpi è sintomo del desiderio bruciante di tornare umano.

Dolente da vampiro e da umano, spesso assalito dai dubbi sulla bontà delle proprie azioni, Lestat si muove lungo le 479 pagine dell’edizione TEA – Longanesi del romanzo alla ricerca di una risposta alla domanda che prima di lui aveva tormentato il suo compagno Louis de Pointe du Lac: ho meritato di essere quello che sono?

Un romanzo che scorre bene, anche nelle discussioni teologiche su Dio e Satana (poche, in verità), che ammalia, incuriosisce e in alcuni punti fa riflettere sul senso di quelli che sono per noi i gesti quotidiani che non ci accorgiamo nemmeno di compiere, oltre che sulle relazioni tra le persone che spesso vengono date per scontate e che non sono prive di delusioni cocenti.

Nel suo imparare ad essere (ancora) umano, Lestat sbaglia, cade e si rialza ogni volta più forte di prima, animato dalla consapevolezza che la sua natura ormai è quella di essere un figlio della notte che non ha più nulla a che vedere con la luce del giorno: lo scambio è per lui decisivo per renderlo consapevole di questa situazione. Al suo fianco c’è lo studioso David Talbot, l’unico amico umano che Lestat si è fatto nel corso degli anni.

Leggendo il libro ci si accorge di quanto amore abbia Anne Rice per i vampiri che ha creato, quanto li capisca e quanta compassione provi per loro, costretti a vagare nella notte per l’eternità, spiando la vita dei mortali che nei secoli addietro era appartenuta anche a loro.

Io ho acquistato questa versione, comoda, flessibile e non troppo voluminosa. E con un’immagine di copertina che mi piace molto.

Anche voi avete letto Il Ladro di Corpi? Vi è piaciuto?

2 pensieri su “Il Ladro di Corpi

    • È un bel libro, a me è piaciuto molto. Ci sono alcuni riferimenti ai romanzi precedenti, ma può essere letto anche “da solo”. Mi piacciono i vampiri di Anne Rice perché sono eroi romantici, pieni di dubbi anche se devono rispondere ai loro istinti..

      Mi piace

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